GUERRA ISLAMICA IN EUROPA

GUERRA ISLAMICA IN EUROPA

Comunicato Stampa - Latina 07.01.2015

Secondo gli analisti del Ce.A.S. – Centro Alti Studi – e del Glocal University Network non si può sorvolare facilmente su questo recente attentato a Parigi. Per la sua dinamica, questo attentato rappresenta un nuovo livello di aggressione nei territori occidentali.

Il sen. Maurizio Calvi, da anni presente nelle analisi sul terrorismo internazionale con il Centro Alti Studi, dichiara: “Siamo rimasti stupefatti dalla tecnica di aggressione terroristica, che sembra la tecnica di certe gang metropolitane. Questo mostra una nuova natura urbana delle azioni politiche del terrore, fatte da soggetti che controllano perfettamente la città, i suoi movimenti, le sue strade. Con una macchina al centro della strada con gli sportelli aperti per controllare il possibile accesso della polizia ( di fronte o dietro) in modo da poterlo fronteggiare meglio, a ridosso di un bivio per poter fuggire con più facilità. Questo mostra una premeditazione e una programmazione dell’attentato molto sofisticata, non certo attribuibile a terroristi sciolti ed individuali, ma a gruppi esperti ed addestrati”.

Il prof. Alessandro Ceci – Diretto Scientifico del Centro – spiega: “finora gli attentati terroristici in occidente sono stati sempre di carattere dimostrativo, con azioni eclatanti di carattere  simbolico, finalizzate a dimostrare la capacità di destabilizzazione delle organizzazioni terroristiche. Gli attentati rivendicativi, cioè quelli indotti da una strategia politica o militare precisamente definita, e gli attentati vendicativi, cioè quelli indirizzati contro le offese o le diffamazioni della religione islamica, si sono svolti sempre all’interno dei territori  di influenza islamica. Il fatto che attentati di carattere vendicativo si svolgano per la prima volta all’estero e specificamente nelle aree metropolitane occidentali significa indubbiamente una cosa totalmente diversa.” Che cosa? Qualcosa di più grave? “Più grave non so. – continua il prof. Ceci – Non vorrei che proprio questa nuova tipologia di attentati rappresenti una nuova fase. Non vorrei che, finita l’epoca della esportazione di militanti dai territori occidentali ai territori di guerra, sia iniziata una nuova epoca di occupazione dei territori occidentali. Non vorrei, cioè, - insiste Ceci – che il territorio occidentale sia stato trasformato, nella percezione dei terroristi,  in territorio di guerra e che quindi si adottino qui da noi le stesse modalità di azione che sono state adottate finora nei territori in cui era indispensabile garantire la propria influenza se non la propria supremazia militare e religiosa.”

“Certo – conclude il sen. Calvi – la modalità utilizzata fa oggettivamente pensare. Sembra quasi una vendetta criminale, con tecniche di fuga molto simile ai terroristi occidentali e addirittura ai criminali organizzati. Questo la dice lunga sulla integrazione, direi quasi la identificazione, dei terroristi islamici in occidente.”.

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