MASS MURDER DEL TERRORE

mass murder del terrore

MASS MURDER DEL TERRORE

Analisi G.U.N - Ce.A.S sul terrorismo sincronico molecolare di nuovo tipo ( MASS MURDER DEL TERRORE )

Roma, 21 luglio 2016

È evidente che gli attentati terroristici che si sono susseguiti sul territorio americano, prima, ed europeo, dopo, sono stati condotti essenzialmente da mass murder del terrore. Ciononostante non è possibile credere che non siano stati in qualche modo, se non proprio coordinati, almeno influenzati. Questa considerazione deriva dalla analisi di alcuni precisi indicatori:

  • per come si sono svolti (e si svolgeranno);
  • per la frequenza con cui si sono succeduti;
  • per la ricorrenza metodologica delle azioni;
  • per la intensità comunicativa ottenuta in un periodo aggressivamente circoscritto;
  • per i vuoti di azione opportunamente calcolati;
  • pera la semplificazione degli strumenti e la semplicità delle azioni;
  • per la variabilità dei territori scelti e delle inaspettate condizioni sociali;
  • per il simbolismo di recupero psicotico della paura delle armi finte.

Gli analisti si chiedono il perché: a cosa servono attentati così sotto soglia dal punto di vista tattico? Quale finalità strategica hanno? Quale prospettiva bellica? Quale vendicativa rivendicazione? Quale utilità se, per la prima volta, hanno fatto insorgere la comunità islamica e mussulmana contro i terroristi tanto da accelerare notevolmente il dialogo interreligioso?

L’ipotesi avanzata da uno studio condotto dagli analisti di Glocal University Network e del CeAS – Centro Alti Studi per la lotta contro il terrorismo e la violenza politica – si concentra su alcuni punti fondamentali e notevolmente esaustivi:

  1. non si comprendono gli attentati terroristici di nuovo tipo senza il concetto fondamentale di terrorismo ologrammatico, una funzione comunicativa del terrore che compare sempre dietro ogni azione violenta di natura politica, e che tende a indirizzare il fronte d’onda della comunicazione sociale per indurre decisioni politiche e, quindi, per rafforzare il suo potere di influenza;
  2. il terreno di scontro del terrorismo ologrammatico non sono i territori su cui l’azione si compie, ma il sentiment politico indotto dalla pressione dei media sui cittadini utenti;
  3. il sentiment politico induce, influenza e condiziona il processo decisionale delle istituzioni democratiche e conduce quelle nazioni verso scenari sociali e politici confacenti alle esigenze delle organizzazioni politiche che realizzano attentati terroristici;
  4. a partire dal capodanno 2015/2016 la strategia (riuscita) delle azioni terroristiche in occidente (e in Europa in particolare) è quella di incidere sul sentiment collettivo dei cittadini utenti per indurre una paura del diverso, dell’altro, del mussulmano, dell’islamico, dell’arabo, per bloccare i flussi migratori che tolgono militari e militanti alle organizzazioni terroristiche e ceto medio produttivo alle organizzazioni politiche che si trovano a governare territori ricchi di materie prime ma privati (o deprivati) della risorsa umana in grado di sfruttarle per forza e competenza;
  5. senza un ceto medio produttivo le organizzazioni terroristiche non hanno i fondi provenienti dalle tasse e quelli proveniente dal petrolio o quelli provenienti dalla produzione di oppio, e si indeboliscono;
  6. incidere con gli attentati terroristici su un sentiment sociale che induca decisioni politiche radicali e la chiusura delle frontiere per bloccare il flusso di immigrazione composto essenzialmente dalla classe media produttiva e da militari e militanti indotti alla guerra è il primo obiettivo dei terroristi indotti dalla Stato Islamico e condotti in questa nuova tipologia di attentati compiuti da mass murder del terrore di seconda e terza generazione.

Senza uno schema di questo tipo, sostengono gli analisti di Glocal University Network e del CeAS, sarà più dura – anche se non impossibile – contrastare il terrorismo dello Stato Islamico con una azione militare necessaria ma non sufficiente.

Anche perché, come accadde con l’Iraq, una volta distrutto lo Stato Islamico, resteranno i terroristi, a quel punto totalmente asimmetrici.

unto totalmente asimmetrici.

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